"La funzione principale di una città è trasformare il potere in strutture, l'energia in cultura, elementi morti in simboli d'arte viventi e la riproduzione biologica in creatività sociale." (Lewis Mumford)
L'odore lascia percepire l'umidità dell'aria, l'inverno si sente nelle ossa, impossibili da riscaldare… ho appena parcheggiato la macchina, un maggiolone un po' scassato con un buco nella capote e qualche problema con l'autoradio… per fortuna il giubbotto tiene caldo!
Maledetta l'idea che mi è venuta di mettere questi dannati tacchi, giuro che non comprerò mai più stivali… i piedi mi fanno un male cane!
Adesso devo solo trovare una fontana, l'appuntamento dovrebbe essere là.
Il vento incalzante soffia da nord quasi volesse, piano piano, a strati, portare via con se la pelle del mio viso per avere un ricordo di me.
Le pietre della strada nascondono insidie ma me la cavo solo con il rischio di una caduta… vedo solo la meta di fronte ai miei occhi, nessuno può fermarmi, tanto meno qualche insulsa buca che fa capolino a pietre centenarie.
Comincio ad intravedere la fontana, l'alone deformato dai suoi spruzzi, una sagoma contro quella chiara della luce della fontana… è lui che mi aspetta.
È strano da definire ma è come se esistessimo solo noi al mondo… mi sento come se camminassi nel deserto e ci fosse solo lui, lontano a stagliarsi nel chiarore dell'orizzonte… arrivo e lui mi guarda; non diciamo una parola.
Ci stringiamo l'uno all'altra per sentire meno freddo e per dire, tra le righe, quanto ci siamo mancati… così ci godiamo una fantastica passeggiata notturna; gli sguardi degli altri ci sfiorano come brezza leggera nascosta dalla forza prorompente con la quale soffia il vento.
Tutti ci guardano ma nessuno ci vede davvero, noi non esistiamo per nessuno, camminiamo soli in una città di fantasmi.