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martedì, 11 marzo 2008

Il Parkour

Il Parkour è l'arte di sapersi spostare.
Muove i suoi passi dal metodo naturale di Georges Hébert. Hebert era un militare francese della fine '800 che ha formalizzato un metodo di allenamento per l'addestramento delle truppe. La sua idea è che il miglior modo per allenare un uomo è farlo esercitare nei movimenti naturali che lui sa fare in situazioni che la natura gli presenta e gli richiede. Il motto dell'Hebertismo è "Essere forti per essere utili". Da questa teoria il parkour nasce come vero a proprio percorso di preparazione atletico/fisico/mentale per rendere l'atleta in grado di muoversi con disinvoltura ed efficienza nell'ambiente urbano e naturale. E' evidente che secondo questa formulazione tutto quello che è spettacolo, coreografia e acrobatica non è parkour.
Il principale obiettivo di questa disiplina è quello di raggiungere la padronanza del corpo e della mente per superare gli ostacoli che ci circondano tracciando un percorso che vada da un punto A ad un punto B nella maniera più fluida possibile.
Molto spesso all'interno dei percorsi vengono inseriti elementi di Freerunning, ovvero viene espressa una parte più creativa che efficiente. L'importante è comprendere che parkour non è una gara a chi fa il salto più alto o più bello,il parkour è un PERCORSO, senza alcuna forma di competizione fra i praticanti. La competizione è con te stesso per cercare di innalzare il tuo limite dopo aver preso coscienza delle tue possibilità.
I praticanti del parkour, chiamati "traceurs" ovvero "creatori di percorsi", aspirano a superare in modo creativo, fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano sulla loro strada. Per riuscirci utilizzano corse, salti, volteggi, cadute e arrampicate.
Ma il parkour non è solamente un puro esercizio fisico, perché il confronto con gli ostacoli materiali spinge il traceur alla scoperta dei suoi limiti e quindi del suo essere all'interno dell'ambiente che lo circonda. Affrontando la paura spesso ci si accorge che le nostre potenzialità vanno oltre i confini che diamo per scontati.
Per questo il parkour è sia uno sport che una filosofia di vita quotidiana.
Il padre riconosciuto di questa disciplina è il francese David Belle che verso la fine degli anni '80 iniziò a praticare in un ambiente urbano (precisamente a Lisse, un sobborgo di Parigi) le tecniche apprese giocando da bambino nei boschi della campagna francese.
Da allora questo sport ha fatto proseliti nel mondo, soprattutto in Francia e Inghilterra.
Lo scopo del parkour, quindi, è spostarsi nel modo più efficiente possibile. Per efficiente si intende: sicuro,semplice e veloce. Per distinguere cosa è parkour da cosa non lo è basta pensare ad una situazione di fuga: tutto quello che può tornare utile per fuggire è parkour.
Il Parkour, abbracciando come ideologia il Metodo Naturale di Hebert, prevede un allenamento lento, progressivo e graduale per migliorare tutte le caratteristiche atletiche dell'individuo che deve avere come unico scopo il costante miglioramento delle proprie capacità. Molti novizi cercano di accelerare i tempi (uso di attrezzatura, materassi, palestra, ricerca disperata di istruttori) e di imparare più rapidamente possibile, ma questo è parzialmente contrario all' ideologia di base del Parkour, infatti l'ambiente (naturale o urbano) che ti circonda è in grado di insegnarti tutto quello di cui hai bisogno per muoverti in esso e per rispettare il tuo corpo. Si deve imparare ad "ascoltare" i segnali del proprio corpo in modo da riuscire ad allenarsi ricercando un lento, ma costante e progressivo miglioramento. Il raggiungimento di questa coscienza di se, delle proprie "sensazioni" e dei propri limiti richiede tempo, visto che si basa sull'esperienza diretta. Il formarsi di questo bagaglio di conoscenza richiede di vivere in prima persona numerose e diverse esperienze, spesso spiacevoli se affrontate con frustrazione (insicurezza, paura, senso di incapacità, lentezza nel progresso).
postato da: prismalo alle ore 13:11 | link | commenti
categorie: urbanistica