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domenica, 29 ottobre 2006

Scritti giovanili

Odio gli indifferenti,

perché mi dà noia il loro piagnisteo

di eterni innocenti.

Domando conto ad ognuno di essi

come ha svolto il compito

che la vita gli ha posto

E gli pone quotidianamente,

di ciò che ha fatto

e specialmente di ciò che non ha fatto.

E sento di poter essere inesorabile,

di non dover sprecare la mia pietà,

di non dover spartire con loro

le mie lacrime…

Vivo. Sono partigiano.

Perciò odio chi non parteggia,

odio gli indifferenti.

Antonio Gramsci

postato da: prismalo alle ore 22:43 | link | commenti (3)
categorie: frammenti

Verità

Nessuna conquista è per sempre, c’è sempre qualcuno che è interessato a toglierla, per cui resistere è, non solo un dovere, ma anche una necessità dei giovani, altrimenti non si va avanti.
Una voce
postato da: prismalo alle ore 22:41 | link | commenti
categorie: pensieri

London

postato da: prismalo alle ore 22:40 | link | commenti
categorie: fotografie
giovedì, 12 ottobre 2006

Venti di Guerra - Incipit -

"La guerra moderna non è volta alla distruzione del nemico. lo scopo principale è di consumare i prodotti dell'industria senza migliorare il livello di vita. una società organizzata su basi gerarchiche è possibile solo sul fondamento della povertà e dell'ignoranza. I beni devono essere prodotti, ma non devono essere distribuiti. L'unico modo per raggiungere questo risultato è di mantenersi perpetuamente in guerra."

George Orwell

postato da: prismalo alle ore 23:18 | link | commenti (3)
categorie: citazioni

Venti di guerra - parte I -

Venti di guerra…
Vent’anni e una vita vissuta tra incertezze e valori più o meno giusti.
Venti di guerra…
 
Mi ritrovo in un vortice di notizie che travolge tv e giornali di tutto il mondo al grido di una frase che risuona sorda e cupa nell’aria: “la guerra è alle porte!”.
Mi faccio domande. Domande a cui non so dare risposta perché le risposte le devono darle gli altri, dovrebbero darle i capi di Stato.
 
Proprio così… dovrebbero, perché ai Grandi nulla importa del senso delle cose, tanto meno del destino del mondo, comodamente seduti nelle loro poltrone imbottite.
Mi fermo per un attimo a pensare… oggi mi voglio sedere su d’una di quelle poltrone importanti, oggi voglio decidere.
 
Penso. Penso, e mi ritrovo in un labirinto di notizie, associazioni, servizi segreti, governi ombra, finti amici che mi consigliano per fare la cosa giusta e veri nemici da quali dovrei difendermi per colpa di ragioni sbagliate, ma poi, alla fine, tutti vogliono una cosa sola: il potere.
 
Penso. Penso all’antica Roma, ai gladiatori, alle grida nelle arene, agli applausi di folle maestose e rivedo millenni di storia in cui la guerra è, da sempre, parte fondamentale della nostra vita.
 
Venti di guerra… venti che portano con loro immagini disegnate sulla sabbia fine. Venti che trasportano le lacrime di chi non c’entra, lacrime che si mischiano al sudore di caldi paesi.
Sono ancora seduto sull’importanza del comando, seduto nella stanza dei bottoni e mi accorgo che con un semplice gesto posso spegnere il sorriso di un bambino o distruggere i sacrifici di una famiglia povera o ricca che sia.
Forse dovrei essere contento. Forse dovrei aver paura.
 
Nella stanza dei bottoni posso ordinare di far rispettare le leggi o far sorridere altri bambini.
Certo! Ora devo essere contento!
Ma ora posso essere felice?
Non lo so… c’è odore di guerra nell’aria e il tempo non aspetta.
Nella stanza ovale posso schierare la pace di eserciti giusti, stipulare accordi e decidere di annullare minacce scomode ma, alla fine, tutti vogliono sempre e solo una cosa: il potere.
 
Io. Nella stanza ovale, davanti ad una scrivania in mogano scuro, solo con i miei pensieri e decisioni da prendere… Dio, dove sei?
Dio non c’è, non esiste, mentre devo governare una Nazione ricca.
E ora ho deciso… ora è giusto…
Si sente da giorni l’odore della guerra nell’aria… e guerra sia…
Click!!!
postato da: prismalo alle ore 23:16 | link | commenti (2)
categorie: racconti

Venti di guerra - parte II -

Non era poi così difficile dare un ordine.
Non era poi così difficile dimostrare coraggio.
Il mio nemico non ha divisa, so che è nel torto per il semplice fatto che io uccido per la libertà del mio Paese.
È così… sono nel giusto.
 
Si dice che a volte le parole possano far male.
Ma uno schiaffo può far male?
Si… credo di si, ma è qualcosa che poi passa, che se ne va, lasciando solo un brutto ricordo o qualche lacrima sul viso.
Quanto può far male una bomba? Non lo so!
 
Tanto, se ci sono venti morti, pochi se ce ne sono due, ma se ci sono solo feriti come si fa a quantificare il danno?
Esistono formule di alta economia per questo. Si calcola il danno e vi si corrisponde un rimborso, che nella maggior parte della volte si riduce ad una valigetta medica, generi di prima necessità e qualche campo profughi in zone acquitrinose e maleodoranti.
 
Resto ancora nella stanza dei bottoni, la guerra è eccitante. Il potere è eccitante.
Dio, dove sei… Dio non c’è, non esiste, per oggi sono io il giudice.
Sorrido mentre ordino l’assalto. Un sorriso compiaciuto il mio.
Mentre impartisco ordini, penso, perché anch’io ho una coscienza, e cerco di capire alcune piccole differenze… ad esempio, che differenza c’è tra lo sganciare una bomba o tremila.
 
Rifletto e arrivo alla conclusione che la scelta importante non sta nel numero, ma nell’ordine e così viene naturale optare per un bombardamento massiccio.
Io avevo deciso, io ero nel giusto.
Cadono come angeli stanchi, le bombe.
Angeli neri, angeli di morte e di liberazione.
Il torto accompagna la loro discesa, perché se non uccidono portano con loro sofferenza e lente agonie.
Se non uccidono fanno solo più male.
Porteranno rancori, toglieranno sorrisi, trasformando la tranquillità in vendetta.
postato da: prismalo alle ore 23:15 | link | commenti
categorie: racconti

Venti di guerra - sintesi -

“La giustizia è come la tela di ragno: trattiene gli insetti più piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberi.”
Solone
postato da: prismalo alle ore 23:13 | link | commenti
categorie: citazioni

Sky

postato da: prismalo alle ore 23:12 | link | commenti
categorie: fotografie

Una dichiarazione d’amore

"La nebbia produce Milano e Milano produce la nebbia. Tra questi spezzoni di buio e questi specchi di luce sorge sempre ineguagliabile la guglia. Quando i milanesi si allontanano dal Duomo la guglia se la portano nel cuore, e gli fa male e li punge, e li divora. È il loro genio d’amore. Non si può non amare Milano".
Questa dichiarazione d’amore di Alda Merini ha il fascino di regalare la sospensione del tempo, riportando alla memoria la prima volta del mio incontro, da ragazzo, con i luoghi di Milano. La stazione, una ragazza, un bacio e la nebbia, appunto. Poi, dopo anni, vivendoci, a Milano, la nebbia è diventata parte di me, un filtro magico con il quale ogni tanto bisogna fare i conti. Solo una cosa di quei giorni di scoperte ancora mi inquieta: quel tram con la grande scritta Ungheria che appariva dal nulla e che evocava luoghi fascinosi e lontani, che profumano di gulash, e tokai e ricordano suoni di violini magiari. E ancora mi domando: dove va mai quel tram? Quali vite accompagna, quali sogni, quali speranze?
postato da: prismalo alle ore 23:09 | link | commenti (2)
categorie: frammenti