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Utente: prismalo
Nome: Andrea A.
La capacità di comandare non dipende dall'essere benestante, come l'eleganza e la grazia non dipendono dai vestiti.

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mercoledì, 27 settembre 2006

L’elezione der presidente

“Un giorno tutti quanti l’animali
sottomessi al lavoro
decisero d’eleggere un Presidente
che je guardasse l’interessi loro.
C’era la Società de li Majali,
la Società der Toro,
er Circolo der Basto e de la Soma,
la Lega indipendente
fra li Somari residenti a Roma;
eppoi la Fratellanza
de li Gatti soriani, de li Cani,
de li Cavalli senza vetturini,
la Lega fra le Vacche, Bovi e affini…
Tutti pijorno parte a l’adunanza.
Un Somarello, che pe’ l’ambizione
de fasse eleggere s’era messo addosso
la pelle d’un leone,
disse: - Bestie elettore, io so’ commosso:
la civirtà, la libbertà, er progresso…
ecco er vero programma che ciò io:
ch’è l’istesso del popolo! Per cui
voterete compatti er nome mio… -
Defatti venne eletto proprio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
e allora solo er popolo bestione
s’accorse de lo sbajo
d’avè pijato un ciuccio p’un leone!
-          Miffarolo!… Imbrojone!… Buvattaro!…
-          Ho pijato possesso: -
disse allora er Somaro – e nu’ la pianto
nemmanco se morite d’accidente.
Peggio pe’ voi che me ciavete messo!
Silenzio! E rispettate er Presidente”
Trilussa
postato da: prismalo alle ore 16:59 | link | commenti (2)
categorie: citazioni

Spazi Urbani

Vivere lo spazio urbano secondo una propria dimensione di vita è l’aspirazione di ognuno di noi.

Ognuno di noi può essere fruitore e talvolta anche interprete.

I fruitori, dal cittadino singolo al nucleo societario più semplice, la famiglia, usufruiscono, vivono la città e manifestano le proprie esigenze secondo una coscienza sociale e del sociale che certamente caratterizzano la nostra città.

Gli interpreti, gli attori attivi, gli operatori esperti preposti all’interprtetazione dei bisogni delle tendenze, ma responsabili anche dell’individuazione di proposte, di risorse e progetti, hanno il compito di rendere fruibili e vivibile ogni parte di città in tutte le sue funzioni.

La città come luogo non soltanto di residenza o collocazione sul territorio, ma come dimensione spazio-tempo per la crescita culturale e sociale professionale.

Questo naturale processo di crescita di ogni singolo cittadino, deve essere il risultato di una città il cui tessuto urbano di tipo medievale si trasforma dotandosi di infrastrutture, di accessi, di viabilità e luoghi di aggregazione al passo coi tempi.

 

 

 

 

 
postato da: prismalo alle ore 16:55 | link | commenti
categorie: mostre fotografiche

Confusione

Sono confuso, vorrei tremare ma sono troppo teso per farlo... oggi incontrato una ragazza dagli occhi dolci e ho provato strane emozioni, un misto tra amarezza e felicità.
Felicità, perché è il sentimento più facile da provare, sei sempre contento quando ti succede qualcosa di bello, perché in parte arriva inaspettato.
Paura perché hai sempre il timore di perdere quel qualcosa che non hai, qualcosa che ti fa passare bei momenti.
Si dice che ci sia più tempo che vita... forse è vero, forse ci penso!
È normale aver paura di perdere qualcosa che non hai?
Non so se lo sia, ma è quello che sento.
postato da: prismalo alle ore 16:47 | link | commenti (9)
categorie: frammenti

Sicurezza

Trovare una bella persona e aver paura che possa non incrociare mai la tua vita.
No!!!
Non ora, non in questo periodo... è strano, ma non mi sento "male" anzi, sono contento perché ogni giorno che passa ho sempre più voglia di rivederla, di guardare fisso i suoi occhi, di essere osservato mentre le parlo, di guardarla mentre sorride, che ora come ora vuol dire tutto e niente.
Puoi avere paura di perdere una cosa bella solo perché i suoi occhi ti hanno rapito?
Si!!!
Si perché lo provo adesso, così bella eppur così lontana dal mio cuore.
postato da: prismalo alle ore 16:46 | link | commenti
categorie: frammenti

Realtà

Quando trovi una bella farfalla non puoi tenerla chiusa in cassaforte per paura che scappi, la lasci volare via, però in cuor tuo vorresti tornasse sempre da te.
Ho trovato poche farfalle nella mia vita e tutte sono volate via tutte.
È possibile aver paura di perdere qualcosa che non "hai"?
...
Si, ora si!
postato da: prismalo alle ore 16:42 | link | commenti
categorie: frammenti

Bici

postato da: prismalo alle ore 16:41 | link | commenti (4)
categorie: fotografie
lunedì, 25 settembre 2006

Una calda giornata d'estate - Incipit -

"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi. È stato così tante volte."
E. Hemingway
 
postato da: prismalo alle ore 19:02 | link | commenti (6)
categorie: citazioni

Una calda giornata d’estate

Era una calda giornata di giugno, quando vidi una ragazza ferma alla stazione dell’autobus. Aveva gli occhi grandi, due occhi pieni di speranze, che vedevano il mondo con viste diverse e sfumature tenue. Erano come i miei alla sua età.
Erano. Proprio così… erano, perché col tempo s’incomincia a capire che molte nostre idee sono sbagliate, o forse, solo mal interpretate e quello sguardo diventa più freddo.
Il mio orologio segnava appena le tre del pomeriggio; c’era ancora tempo prima del mio appuntamento, decisi così di scambiar quattro chiacchiere con quella ragazza che tanto mi faceva pensare ai momenti belli della mia vita.
Si chiamava Cleo, ma lo scoprii solo in seguito.
Era una giovane ragazza di 23 anni, rossa, con i capelli ricci molto folti e lunghi, fin sotto le spalle. Una carnagione chiara, con lievi lentiggini sulle guance e sul nasino alla francese. Due occhi verdi, profondi e brillanti, una bella bocca con labbra sottili ma ben definite e sopracciglia sottili che le disegnavano uno sguardo dolce, da gatta.
Era un viso semplice ma con bei lineamenti.
Stava guardando con attenzione il tabellino degli orari posto sulla colonnina della fermata. Il servizio garantiva la frequenza di un autobus ogni cinque minuti, ma erano ormai mesi che a causa degli innumerevoli cantieri, faceva puntualmente ritardo. L’unica cosa da fare era aspettare… tanto, era una bella giornata.
Fu questo l’argomento con cui cominciai il discorso con quella ragazza e lei, dal canto suo, non poté far altro che concordare con me sul fatto che, in ogni caso, oggi era davvero una bella giornata.
Ci mettemmo così a parlare del più e del meno e notai che in mano teneva una cartelletta di cartone pesante, con sopra disegnato un pentagramma, una chiave di violino e le sette note musicali.
Fui incuriosito da quel disegno e le chiesi con molta tranquillità se fosse per caso una musicista, lei orgogliosa mi rispose con un si.
Mi disse che doveva andare ad un’audizione presso il teatro dell’Avanguard; era il più piccolo della città, quello con l’acustica migliore.
Arrivò il suo autobus, ci salutammo e ci lasciammo con un sorriso, lei salendo verso i suoi sogni e io incamminandomi verso il mio appuntamento.
Arrivato al mio appuntamento, prima di salire, mi guardai un po’ in giro come chi cerca qualcosa che ha appena perso; guardai il cielo e lo vidi limpido, ripensai a Lei e sorrisi.
Oggi era davvero una bella giornata…
postato da: prismalo alle ore 18:57 | link | commenti (1)
categorie: racconti

Little cat

postato da: prismalo alle ore 18:25 | link | commenti
categorie: fotografie
sabato, 23 settembre 2006

Notti di… - parte I -

Serate che sembrano non avere fine, cornici dorate ma scolorite ormai dal tempo che passa senza mai arrivare.
Serate in cui ti perdi in bicchieri di birra a doppio malto, a volte per il gusto di sentire quel sapore un po’ denso, altre per dimenticare ricordi scomodi.
Notti da pinta.
Serate lunghe giorni.
Momenti interminabili.
È qualcosa che non sai spiegare, non sai dire perché succede, ma tutti conoscono quelle notti. Le ha cantate Ligabue e in molti le riscoprono attorno ad un fuoco su di una spiaggia d’estate.
Le trovi dentro i bar, nei cinema, nei caffè, abbracciate a persone invisibili avvolte da mantelli di nebbia.
Le senti nelle serate invernali, tra le ossa, con l’umido o il freddo pungente.
Certe notti le trovi nei locali, sotto coperte di fumo, per tenersi caldi i polmoni, al riparo dal freddo di solitudini sofferte. Freddo che senti anche quando hai un cappotto pesante che fa scorrere via l’acqua.
A volte le senti bussare alla porta di casa, magari quando stai guardando il tuo film preferito o forse quando danno in tv l’ultimo poliziesco dai colori sbiaditi.
Altre volte ti trovi in giro per la città, magari quando piove, anzi… è sempre quando piove. Vaghi senza meta o forse cercando proprio quella prefissata. Cerchi gente per scroccare una sigaretta, cerchi occhi dolci dove infilartici per stare al caldo.
Ci sono sere in cui sei solo, o in cui sei circondato da gente che conosci e non conosci.
Le passi dentro i ricordi o cullato in barche addormentate.
postato da: prismalo alle ore 14:54 | link | commenti (6)
categorie: racconti

Notti di… - parte II -

Le senti scorrere sulla pelle, le vedi proiettate sui cartelloni pubblicitari, quelli in cui ti immedesimi per sentirti parte di qualcosa di global, quando tu vorresti solo essere a casa a leggerti il tuo giornale preferito.
Sere no global. Sere tanto alternative da essere troppo classiche.
Serate take way, da gustare al trancio, con la solita e immancabile birra media chiara.
Momenti intensi e vita breve, rincorrendo i lampi del denaro che si spengono sugli alberi come una macchina fuori controllo distrutta a 200 km/h.
Lingue di asfalto per collegare colate di cemento impilate una ad una e decorate come belle donne decadenti, con pietre e specchi di antico splendore.
Paesaggi aridi di aromi, di odori. Sapori.
Giornate fast food, very good, per immortalare il senso del nulla, per far sembrare eccellente quello che solo scarto diventa.
Piccole persone che corrono in scie luminose rosse e gialle.
Amori desertificati dal senso civico e da quello umano.
Piccoli automi messi in catena di montaggio sui rulli della dirigenza.
Sono giornate sempre verdi, o forse solo sempre uguali.
Identificati in cartellini di riconoscimento, per poter mangiare al rinfresco dei convegni o per ricordare il nostro nome e numero di serie, mentre ci presentiamo al nostro nuovo cliente.
Procacciatori di anime vive in cerca di linfa da trasformare in moneta.
L’orologio compie i sui giri stanchi, finendo su quello della fine. Stacchi la presa.
Ti specchi nella tua bella donna decaduta dandole l’ennesimo appuntamento a domani.
postato da: prismalo alle ore 14:53 | link | commenti
categorie: racconti

Un bel se...

“Se uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia di inseguimenti, di finzioni, di malintesi, di urti, di oppressioni e la giostra delle fantasie si fermerebbe.”
I. Calvino
postato da: prismalo alle ore 14:50 | link | commenti
categorie: citazioni

Staffa

postato da: prismalo alle ore 14:47 | link | commenti
categorie: fotografie

I Consigli Di Un Pirla

Se ti dicono di alzarti tu siedi,
E quando siedono tu alzati in piedi,
Non aver fede solo in quello che vedi,
Insegui i sogni fino a quando li credi veri.

Ed a un certo punto saranno tutti amici tuoi,
Diranno di amarti per quello che sei,
Vorranno solo privarti di un pezzo di quello che hai.

Ma, ci sarà sempre la mamma,
Che ha gli occhi più giovani di noi,
Con lei sono giorni preziosi,
Stalle vicino più tempo che puoi.

Non importa se modelle o commesse,
Certe donne si faranno gioco di te,
Trattale tutte da principesse e sarai un re.
 
A un certo punto finita la festa,
Vedrai tutti andar via,
Ti accorgerai che quel poco che resta ti basta,
 Ed ecco, quella sarà casa tua.
 
T’insulteranno a gran voce e tu ridi,
ti chiuderanno la bocca e tu scrivi,
Se ti picchieranno e ti imporranno divieti,
Tu fatti beffa dei tuoi padroni,
E canta i loro segreti.
Articolo31
postato da: prismalo alle ore 14:44 | link | commenti (2)
categorie: citazioni

Gli occhi di Morgana

Si entra sottovoce nei locali, chiedendo una birra media chiara, perché si dice che le montagne danzino silenziose davanti agli occhi di chi popola le terre fredde del nord.
La chiamano fata Morgana, colei che trasforma la realtà in illusione, colei che distoglie l’attenzione portandola su ciò che è irreale e lontano.
Molte persone, con lei, si perdono in pensieri che sembrano non aver fine, altre si sentono perse o solo più spente, ma ci sono anche giorni in cui tutto sembra bello, in cui tutto assume colori vivaci e così magici da farti rilassare e sorridere più di altre volte.
Ci sono persone che sembrano interessanti ed altre che non si notano ma che magari sognano più di tanti artisti, ci sono persone che incontri e altre che perdi, ma è il gusto agrodolce della vita o forse solo un gioco crudele. Ma che fa crescere.
Ti metti in gioco e spesso inizi a scrivere qualcosa di cui non sai ne trama ne finale e ad un certo punto ti accorgi che hai bisogno di condividerlo con qualcuno per stare bene e cominci a cercare persone che siano all'altezza di questo compito, un compito in cui sei tu a stabilire ordine e difficoltà.
Ci sono sere in cui ti perdi in una birra o in una bella donna, ci sono sere stanche e sere vive, come un ciclo che si ripete regolare.
Anche questo è il gusto della vita ed è forse per questo che vale la pena viverla.
Sere strane ce ne sono e ce ne saranno… sempre…
… cameriere…
una pinta doppio malto!
postato da: prismalo alle ore 14:41 | link | commenti (2)
categorie: racconti

Pensieri II

I pensieri sono come statue di cera, blocchi pesanti che modelli col calore dei sentimenti o a cui riesci a dar forma scolpendo figure artistiche con l’aiuto di piccoli gesti.
postato da: prismalo alle ore 01:48 | link | commenti
categorie: pensieri

La trappola del caldo

“… sento fischiare sopra i tetti un aeroplano che se ne va…”
è estate, un’afosa serata d’estate e mentre alla radio trasmettono musica, Paolo Conte racconta i suoi tempi, i suoi personaggi, le sue storie come piccole gioie nascoste in un vecchio carillon.
Alla tv occhi tristi inseguono fama e quei mitici quindici minuti di notorietà tra talk show che profumano di creme abbronzanti e “speciali” su piaceri e attrazioni che distolgono da una realtà strana quanto afosa. Ma gli occhi restano tristi.
Spiagge chilometriche nascoste da ombrelloni very nice per un’estate last minute in ristoranti fast food ma very good, mentre i nuovi romagnoli dagli occhi o mandorla , dalla pelle ambrata o dai capelli scuri e crespi, girano tra i turisti “regalando” piadine e tappeti, tra massaggi che sanno di cocco e cocchi che massaggiano gengive turistiche.
Profumi di pelle bruciata, di pizza ben cotta, tra sorrisi galeotti e sguardi ammirati nascondono storie che si intersecano tra loro, trama ed ordito di un solo telo da mare e da amare.
In tutto questo un futuro sempre più vicino, ci suggerisce sesso virtuale sul divano, col telecomando amico, mentre il cellulare prepara un caffè e tu, proprio tu, parli con un muro o con il tuo frigorifero per avere un po’ di fresco da versare nel tuo bicchiere d’acqua… e la casa è triste. Vuota.
Tu, triste dentro una casa triste a guardare una tv di persone felici dagli occhi tristi.
Fa caldo!
Accendo il mio nuovo condizionatore, lo porto a 24°… fuori più di 30.
Trenta secondi di piacere poi…
Black out!!!
Si spegne tutto…
Esco a fare due passi: sono quasi le 5.
Trovo un baracchino aperto.
Vedo 1€ di piacere.
Lo compro.
Sto bene!
Mi sento fresco, sollevato…
Ora posso tornare a casa.
postato da: prismalo alle ore 01:48 | link | commenti
categorie: racconti

Sants

postato da: prismalo alle ore 01:46 | link | commenti
categorie: fotografie
venerdì, 22 settembre 2006

Il sapore salato del jazz

Notti uggiose, umide, fredde. Notti rubate alle stagioni.
Senza vento volano pensieri di gente comune, per strade che sembrano deserti salati.
Sull’asfalto bagnato si riflettono bagliori di lampioni solitari.
 
Note calde di un jazz si inseguono tra le vie, cercando di scaldare anime sopite, come ninfe di laghi dimenticati danzano su foglie morte.
Scivolano leggere sull’asfalto bagnato, arrivando lontano.
L’utopia di governare la propria vita è il testo di questa colonna sonora notturna.
 
Indosso un soprabito di velluto pesante, il colore è scuro e le scarpe evitano con attenzione le pozzanghere, sulla testa un cappello di feltro.
Piove. Piove, ma le gocce non riescono a bagnare il mio viso.
La pioggia si scansa, lasciandomi in un’apparente stato di normalità.
 
Si spengono le insegne e la città si addormenta lentamente tra le braccia di una musica triste.
Giro per una città ormai buia, che grida nel silenzio dolori recenti.
Una città di cui conosco i percorsi e da cui tento di fuggire, mentre mi lascio cullare da quelle note.
postato da: prismalo alle ore 11:43 | link | commenti (3)
categorie: racconti
giovedì, 21 settembre 2006

In a lake

postato da: prismalo alle ore 23:27 | link | commenti (4)
categorie: fotografie

Pensieri...

Sono pensieri tutte quelle cose che vivono in armonia con lo spirito e convivono con sorrisi di occhi che dicono tutto senza dire niente.
I pensieri sono come il canneto di un lago; sono una zona tranquilla della nostra mente, una zona in cui si rifugiano tutte quelle illusioni a cui non sappiamo dare il largo e che confiniamo in un piccolo spazio di tranquilla euforia.
Nel canneto, che è la zona più calma di un lago, vi trovano riparo i cigni e le anatre, il pagliericcio diventa nido prima e riva poi, in un gioco che è come la vita, in un ballo che non ha tempo.
Il canneto è dritto, fermo sui suoi passi e si infoltisce col tempo, come la mente fa con i pensieri, è fermo e silenzioso, ma non ha confini se non quelli del lago che lo ospita.
Capita poi, che nei primi giorni di primavera, soffi un vento forte, un vento così forte da muovere barche ormeggiate, increspare le acque e smuovere il silenzio di questo spazio tranquillo. Le canne si piegano, si puliscono e si fanno lucenti, restando sempre in piedi, così come loro anche i pensieri si puliscono, si ordinano e si infoltiscono nella mente quando è soffiare è la brezza dolce di persone che completano
postato da: prismalo alle ore 19:16 | link | commenti (2)
categorie: pensieri

Moment

postato da: prismalo alle ore 19:15 | link | commenti (6)
categorie: fotografie
mercoledì, 20 settembre 2006

Lettera di lamentela

Inizio salutando, perchè il resto va letto bene, con attenzione, per capire che ciò che scrivo è si un commento a quello che viene detto, ma vorrebbe diventare (senza presunzione alcuna) un momento di riflessione. Io credo che ci si debba preoccupare, ma più che di quello che gli altri progettano a “casa nostra” di quello che si pensa in “casa nostra”.
Si parla di celebrazioni, di architettura e di segni importanti lasciti nel tempo (o forse concessi dal tempo), esempi di come si fa o non si fa qualcosa, magari in “stile italiano”…
bene… sono d’accordo… l’argomento mi piace e mi piace per la profondità che vuol raggiungere, con l’ironia sottile e con tutto quello che ci si vuol legare… anche con la polemica allora.
Polemica? Si, polemica!
Magari a molti non piace “polemizzare” ma personalmente ho un difetto: non amo quando si vede solo quello che si vuol vedere!
Su questa premessa non me ne si voglia se chi scrive ha solo 27 anni, perchè chi scrive è consapevole della propria età, meno consapevole invece del perchè l’Italia (Paese a cui appartengo ma che non mi vuole) non sfrutti le sue risorse!
La questione NON ruota su chi fa o non fa architettura, ne tantomeno verterà su chi è più artista o star o lavoratore, ma la questione è quella di capire CHI fa qualcosa!
In Italia il lavoro ruota attorno ai soliti quattro o cinque nomi (nomi importanti, niente da dire!) ma quello che manca credo sia una competizione giusta su cui puntare per rilanciare un’idea di stile.
Ciò che manca non è lo stile o il fare architettura, ciò che manca è la possibilità di potersi esprimere senza dover pagare, senza condizioni, senza limitare chi ha creatività da vendere o cose da dire, perchè tutte queste cose provengono dalla stessa fonte da cui quei quattro - cinque nomi (come tutti gli altri), hanno attinto per ispirarsi ed intraprendere un mestiere che, come tutti i mestieri creativi, se non li si sa trasmettere, vanno persi.
La politica da seguire, non è quindi lo sfruttamento dei giovani al servizio dell’esperienza di altri, ma la creatività e l’estro giovanile al servizio di uno scopo comune (lo studio per cui si lavora o il nome a cui si risponde).
L’estero vince perchè vede nei giovani una risorsa su cui puntare, mentre in Italia le nuove leve sono un peso di cui sbarazzarsi… ma senza ricambio generazionale, senza spazio lasciato dai grandi o concesso dai piccoli, l’unica cosa a cui si andrà incontro saranno Stati esteri più creativi e ricchi di stile, e ciò che farà più male sarà il vedere che lo stile sarà quello italiano, ma senza nessuno a testimoniarne l’appartenenza.
Non si vive di soli ricordi, spesso il futuro si deve saperlo leggere nel presente, magari concedendo poco oggi per avere qualcosa di più nel domani.
Oggi le strade per chi vuole entrare in competizione sono tutte chiuse e senza frontiere è si più facile dire la propria… tranne che a casa nostra! Credo, guardandomi in giro, che questo sia solo un peccato e uno spreco, perchè finite quelle quattro - cinque persone, i nomi italiani su cui fare mostre saranno sempre meno…

...purtroppo!

postato da: prismalo alle ore 23:59 | link | commenti (5)
categorie: frammenti

Una cosa da sapere

“Le persone passano per le vie, non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi si incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.”
I. Calvino
postato da: prismalo alle ore 01:19 | link | commenti (4)
categorie: citazioni

Cielo

postato da: prismalo alle ore 01:17 | link | commenti (4)
categorie: fotografie